Dalla mia collezzione di telefoni pubblici ripercorriamo insieme anche la loro storia.
La storia delle cabine telefoniche in Italia rappresenta un capitolo fondamentale della comunicazione sociale, evolvendosi da servizio d'élite a elemento iconico del paesaggio urbano.
Origini e Sviluppo
Prima della comparsa delle cabine stradali, la telefonia pubblica avveniva nei Posti Telefonici Pubblici (PTP), situati in bar, edicole o uffici, con orari limitati.
1885: Erano già presenti 29 PTP in Italia, pochi anni dopo l'invenzione del telefono.
10 febbraio 1952: Viene inaugurata la prima cabina telefonica di strada in piazza San Babila a Milano, per iniziativa della concessionaria STIPEL, rendendo il servizio disponibile 24 ore su 24.
Anni '70 e '80: Si registra un vero e proprio boom. Dalle 2.500 cabine del 1971 si passa a oltre 30.000 nel 1978, raggiungendo l'apice all'inizio degli anni Novanta con circa 500.000 apparecchi pubblici, di cui 100.000 cabine stradali.
Modelli e Generazioni
Le cabine si sono evolute tecnicamente e visivamente nel tempo:
CTE64 (1964): Realizzate in alluminio e vetro, con telefono a disco (Urbane + Interurbane) funzionante a gettoni.
L72 Gialla (1972): Caratterizzate dall'iconica livrea gialla.
L79 Rossa (1979): Colorate di rosso per una maggiore visibilità, introdussero il telefono G+M (gettoni e monete) e successivamente il modello Rotor per le schede.
L83 in Vetro (1983): Con un design trasparente per ridurre il senso di isolamento.
RM91 in Plexiglass (1991): Più piccole e versatili, dotate dal 2002 del telefono Digito.
Evoluzione dei Pagamenti
Il passaggio dai gettoni alle schede ha segnato diverse epoche:
Il Gettone: Introdotto nel 1927 dalla STIPEL, divenne una "moneta informale" nazionale. Nel 1978 se ne contavano sette per ogni abitante; è uscito definitivamente di scena il 31 dicembre 2001 con l'arrivo dell'euro.
La Scheda Telefonica: Introdotta in via sperimentale nel 1976, si affermò negli anni Ottanta e Novanta, diventando anche un oggetto di culto per i collezionisti.
Ruolo nelle Emergenze
Le cabine e i posti telefonici pubblici hanno svolto un ruolo vitale durante le catastrofi naturali:
Terremoto dell'Irpinia (1980): Furono allestiti PTP di emergenza in tende e roulotte per permettere ai sopravvissuti di comunicare gratuitamente con i propri cari.
Terremoto Umbria-Marche (1997): Telecom Italia installò strutture mobili di telefonia pubblica presso le tendopoli per garantire i collegamenti nelle zone colpite.
Il Declino e il Presente
A partire dagli anni 2000, la diffusione capillare della telefonia mobile ha causato un drastico calo dell'utilizzo delle cabine. Molte sono state rimosse, mentre altre sono state riconvertite in spazi per il bookcrossing o trasformate in moderne cabine digitali
Fonte: Archivo Storico Tim
Il Telefono a Gettone U+1 Unificato (1969)
L'apparecchio U+1 Unificato rappresenta una pietra miliare nella storia della telefonia pubblica italiana gestita dalla SIP. Introdotto in fase sperimentale nel gennaio 1969, questo modello è stato il primo vero dispositivo "universale", progettato per gestire non solo le chiamate urbane, ma anche la nascente teleselezione (le chiamate interurbane dirette senza operatore).
Innovazione Tecnologica
A differenza dei modelli precedenti, l'U+1 era un concentrato di elettromeccanica avanzata:
• Abilitazione al Disco: Il disco combinatore restava bloccato finché non veniva inserito il primo gettone; solo allora l'utente poteva comporre il numero.
• Gestione del Credito: Per le interurbane, l'apparecchio utilizzava un sistema a conteggio ciclico. Un traslatore in centrale inviava impulsi che l'apparecchio "traduceva" in incassi automatici dei gettoni durante la conversazione.
• Segnalazioni Intelligenti: È stato uno dei primi a "comunicare" con l'utente tramite segnali visivi (scritte retroilluminate come "INTRODURRE GETTONI" o "FUORI SERVIZIO") e acustici (un ronzio a 600 Hz che avvisava quando il credito stava per esaurirsi).
Sicurezza e Design
Costruito per resistere al tempo e ai tentativi di scasso, l'U+1 vantava:
• Una solida cassa in lastra d'acciaio con una cassetta interna capace di ospitare fino a 600 gettoni.
• Un sofisticato bulbo a mercurio che regolava i tempi di incasso e restituzione, impedendo manipolazioni fraudolente durante il riaggancio.
• Un tasto rosso per il recupero manuale dei gettoni non utilizzati (introdotto massicciamente dalla III edizione) e, in alcuni casi, un tasto giallo "CTR" per abilitare il microfono in particolari centrali urbane.
Un oggetto che racconta l'evoluzione dell'Italia verso la comunicazione globale, passando dal fascino meccanico del gettone alla precisione dei primi circuiti a transistor
Un modello di telefono pubblico introdotto in Italia dalla SIP durante gli anni Ottanta. Questo apparecchio ha segnato il passaggio fondamentale dalla tecnologia analogica a quella digitale, sostituendo il vecchio disco combinatore con una tastiera numerica. Il nome del dispositivo deriva dalla sua capacità di accettare sia gettoni che diverse monete, offrendo una flessibilità di pagamento superiore rispetto al precedente modello U+I. Nonostante le innovazioni tecniche e l'introduzione di versioni con display, il G+M ebbe una vita relativamente breve a causa di alcuni difetti strutturali e dell'arrivo del modello Rotor. In definitiva, queste risorse delineano l'evoluzione della telefonia stradale italiana in un decennio di grandi cambiamenti tecnologici.
L'iconico modello Rotor, introdotto alla fine degli anni Ottanta è stato progettato da Rodolfo Bonetto. Introdotto alla fine degli anni '80 per sostituire i modelli U+I e G+M, ha portato diverse innovazioni tecnologiche significative sia dal punto di vista funzionale che strutturale.
Le principali innovazioni includono:
Display LCD a 7 segmenti: Per la prima volta in un telefono pubblico italiano, venne introdotto un display per visualizzare in tempo reale il credito residuo, il numero composto e altre segnalazioni di servizio.
Fessura unica e meccanismo di discriminazione: A differenza dei predecessori, il Rotor presentava un'unica fessura per l'inserimento di monete e gettoni. Il nome stesso dell'apparecchio deriva dal meccanismo rotante interno capace di distinguere automaticamente fino a sei diversi tipi di conio in base a lega, diametro e spessore.
Comunicazione in tempo reale con la centrale: Grazie alla tecnologia overvoice e al protocollo HDLC, l'apparecchio poteva comunicare costantemente con la centrale telefonica. Questo permetteva di segnalare immediatamente stati di allarme come tentativi di scasso, guasti tecnici o il riempimento della cassetta delle monete.
Predisposizione ai pagamenti elettronici: Sebbene il primo modello (Rotor I) fosse principalmente a moneta, il progetto era già orientato al futuro. Con il Rotor II, venne introdotto un lettore laterale di schede magnetiche, permettendo l'uso delle celebri schede telefoniche prepagate e delle carte di credito telefoniche.
Versatilità e robustezza: L'apparecchio era più compatto, facile da mantenere e disponibile in una versione corazzata specifica per l'esterno, con tastiera in metallo e rinforzi strutturali per resistere al vandalismo.
Tuttavia, l'introduzione della tecnologia necessaria per i pagamenti elettronici nel Rotor II comportò una trasformazione della circuiteria che rese l'apparecchio incapace di ricevere chiamate, a differenza dei modelli precedenti che avevano un numero telefonico assegnato e potevano squillare
Telefono Pubblico Dedicato Carte
In un epoca dove prendeva più piede la carta telefonica Telecom Italia rende disponibile questo telefono che non aveva la possibilità di usare monete. Piu piccolo, aveva un display più generoso con la particolarità del tasto a destra per seleionare altre lingue e sapere così come si scriveva alzare la cornetta in inglese, francese...
Era un telefono pubblico progettato per essere installato all’interno di bar, alberghi, ristoranti, campeggi, ospedali e altri locali aperti al pubblico, dove una cabina telefonica tradizionale sarebbe stata troppo ingombrante. Era un apparecchio solo a scheda telefonica, di colore rosso con cornetta nera.
Rispetto al TPDC
TPDC: più robusto, destinato a cabine telefoniche e postazioni pubbliche dedicate.
TUO: più piccolo, compatto ed elegante, pensato per essere fissato alla parete o su un supporto all’interno dei locali pubblici.
Telefono con alla base la fessura per inserire la scheda telfonica. Generalmente usata in locali pubblici
Contenitore messo a disposizione per il recuperoo carte usate. Raramente usato se non scassinato per via del collezzionismo.
Telefono da luoghi pubblici a monete
Telefono da luoghi pubblici a monete
Telefono da luogo pubblico a scatti. Il gestore aveva un contascatti separato
Telefono da luogo pubblico a scatti. Il gestore aveeva un contascatti separato
Le schede telefoniche, un’innovazione introdotta globalmente per la prima volta in Italia nel 1976 dalla SIP. I documenti ripercorrono l’evoluzione tecnologica del supporto, passando dai primi modelli cartacei verticali con brevetto SIDA alle più celebri tessere in plastica orizzontali prodotte da Urmet. La nascita di questo strumento rispondeva a necessità pratiche, come la carenza di monete metalliche negli anni Settanta e il bisogno di ridurre i furti nelle cabine pubbliche. Oltre alla funzione di pagamento, le schede sono diventate potenti mezzi pubblicitari e iconici oggetti di collezionismo, con esemplari rari che raggiungono oggi quotazioni elevate. Nonostante il declino causato dalla telefonia mobile, i testi ne celebrano il valore culturale come testimonianza di un'epoca fondamentale per le telecomunicazioni.
Un modello di telefono pubblico introdotto da Telecom Italia a partire dal 2002 per modernizzare le proprie postazioni. L'apparecchio utilizza la tecnologia ISDN per offrire servizi avanzati come l'invio di SMS, e-mail e fax, oltre alla gestione dei messaggi vocali. Dal punto di vista strutturale, il dispositivo è realizzato in acciaio satinato con tasti metallici e dispone di uno schermo LCD retroilluminato per facilitare l'interazione con l'utente. Il testo approfondisce inoltre i metodi di pagamento accettati, evidenziando come il telefono sia progettato principalmente per le schede elettroniche, pur potendo includere una gettoniera opzionale per le monete. Infine, viene descritta l'interfaccia multilingue che permette a una vasta utenza di accedere facilmente alle diverse funzioni informative e di comunicazione disponibili.