Il telefono Kingtel Flower è un oggetto molto particolare che unisce design decorativo e funzionalità, diventando negli anni un piccolo cult per amanti del kitsch, del vintage e dell’interior design romantico o shabby chic.
Molto più recente di altri telefoni, ha ricalcato il successo dei cosiddetti "telefoni cobra" del decennio precedente contando però su una più evoluta tecnologia.
Anche questo telefono, come i suoi predecessori, ostenta la sua cornetta e fa capire subito la sua funzione, senza nascondersi tra i soprammobili. Il ricevitore e il microfono sono posti sul retro per lasciare tutto lo spazio alla pulsantiera.
📦 Produttore
Kingtel è un marchio asiatico, con base produttiva a Taiwan o in Cina continentale, specializzato in telefoni decorativi.
Il modello KT-880 è uno dei più noti della linea “Flower”, uscito probabilmente tra fine anni ’90 e primi anni 2000.
🗓️ Periodo
• Anni di maggiore diffusione: tra la fine degli anni ‘90 e i primi anni 2000.
🎨 Design estetico
• Il design è ciò che rende questo telefono inconfondibile: 🌼 Il telefono è modellato come un grande fiore, in genere una rosa o una margherita stilizzata, con la cornetta che funge da petalo o stelo.
• Colori classici: rosa confetto, lilla, giallo pastello, bianco perla. A volte con finiture dorate.
• Base quadrata
• Appartiene alla categoria del design kitsch romantico: appariscente, delicato, spesso iper-femminile.
Una grande novità e differenza dagli altri apparecchi antesignani è che il My flower è un telefono a toni, e quindi ha abbandonato il disco selettore per poter sfoggiare una "floreale" pulsantiera con al centro lo spazio per un led luminoso che, solo in alcuni modelli, si accende di rosso quando viene ricevuta una chiamata.
KT-880P: avviso di chiamata solo tramite luce pulsante
KT-880T: avviso di chiamata solo tramite trillo
KT-880PN: avviso di chiamata solo tramite luce pulsante e dotato di luce notturna
KT-880TN: avviso di chiamata solo tramite luce pulsante e dotato di luce notturna
Altra interessantissima particolarità è che il tasto di riaggancio si trova sul fondo, e quindi per riagganciare bastava riappoggiare il telefono a fine conversazione.
Il telefono “Graffiti a quadro” della InSip è molto più di un semplice apparecchio telefonico: è un autentico pezzo di design vintage italiano, nato negli anni ’70–’80, in un’epoca in cui anche gli oggetti d’uso quotidiano cominciavano a diventare parte dell’arredamento.
Montato su una tavola rigida simile a una cornice, questo telefono da parete si presenta come un quadro tridimensionale: la cornetta e il tastierino sono incastonati su una base decorata, spesso arricchita con stampe grafiche dallo stile pop o automobilistico. Tra le serie più celebri c’è quella chiamata “Graffiti”, che raffigura, ad esempio, la storica Mercedes SL, con colori forti, linee stilizzate e uno stile grafico che richiama l’arte urbana e i poster pubblicitari dell’epoca.
Il risultato è un oggetto unico, a metà strada tra arte e tecnologia: un telefono perfettamente funzionante, collegabile alla linea fissa, ma concepito principalmente come elemento d’arredo per chi desiderava un tocco moderno e originale in casa. Le dimensioni importanti — circa 70 x 50 cm — lo rendono visivamente dominante su qualsiasi parete, quasi come un manifesto d’autore.
Prodotto da Brondi per InSip (la società italiana per i servizi telefonici, poi confluita in Telecom Italia), questo modello è oggi considerato un oggetto da collezione retrò, molto ricercato nei mercatini dell’usato e tra gli appassionati di design vintage. Ogni esemplare conserva il fascino nostalgico di un’epoca in cui anche telefonare poteva essere un gesto di stile.
Il telefono è dotato di tastiera numerica a toni (quella classica con i tasti 0-9, *, #) e ha una funzione di richiamata automatica dell’ultimo numero (redial), una novità utile all’epoca, che lo differenziava dalla versione base. Inoltre, ha un selettore per scegliere tra modalità a toni (Tone) e impulsi (Pulse), rendendolo compatibile sia con i centralini telefonici più moderni che con le vecchie reti analogiche.
Dal punto di vista costruttivo, è realizzato in plastica rigida molto robusta, con un design squadrato, inclinato verso l’alto, che lo rende abbastanza comodo da usare. Il ricevitore è collegato con un classico cavo spiralato, e nel complesso ha l’aria di un oggetto ben costruito, pensato per durare.
Nonostante non sia un telefono di lusso, oggi il Fiero Plus è ricercato dai collezionisti per il suo aspetto vintage e per la sua affidabilità. È anche facile da trovare funzionante, e può essere ancora utilizzato su linee fisse standard o adattato per linee VoIP.
In sintesi, è un telefono che rappresenta bene l’evoluzione della telefonia negli anni ’80: pratico, solido, e con un tocco di stile pop.
La collezione di telefoni “Spirit of St. Louis” è una serie di telefoni decorativi ispirati all’estetica degli anni ’20 e ’30, con un forte richiamo all’aviazione storica e allo stile retrò. Il nome si rifà al famoso aereo “Spirit of St. Louis” con cui Charles Lindbergh compì la prima traversata atlantica in solitaria nel 1927. Nello stesso stile l'azienda produceva anche radio e orologi.
Tipico design da telefono da campo vintage, stile militare o aviazione.
Sempre in stile militare ma con un design molto più classico
Progettato come una valigia vintage in legno, con angoli rinforzati in metallo e finiture in pelle.
L’esterno è decorato con etichettature retrò, fibbie metalliche e scritte in stile aviazione.
Nel coperchi è presente un orologio
In plastica trasparente. Possibilità di accendere il neon indipendentemente da una chiamata in arrivo ed è possibile anche regolare la luminosità.
Telcer Telefonia è stata un'azienda italiana, con sede a Cernusco sul Naviglio (Milano), che ha avuto un ruolo significativo nel panorama della telefonia in Italia, in particolare nella seconda metà del XX secolo.
Ecco alcuni punti chiave riguardo a Telcer:
Periodo di Attività: Telcer è stata attiva per diversi decenni, producendo telefoni a partire dagli anni '60 e '70. Era conosciuta per l'eleganza e l'innovazione dei suoi prodotti.
Prodotti Noti: L'azienda ha prodotto una varietà di telefoni, inclusi modelli iconici come il "Telefono Bobo Telcer" o il "Telefono a forma di margherita". Molti dei suoi telefoni erano caratterizzati da design distintivi, materiali di pregio (come il legno e la placcatura in oro 18k) e un forte richiamo al "modernariato" e al design vintage.
Rapporto con SIP/Telecom Italia: Molti dei telefoni Telcer erano prodotti per SIP (Società Italiana per l'Esercizio Telefonico), che era l'azienda di telecomunicazioni italiana attiva dal 1964 e poi trasformata in Telecom Italia S.p.A. nel 1994. Questo significa che i telefoni Telcer erano spesso quelli che trovavamo nelle case degli italiani collegati alla rete telefonica nazionale.
Stato Attuale: Dalle ricerche attuali, risulta che Telcer Telefonia SPA è un'azienda "Cessata". Questo indica che non è più operativa come produttore di telefoni. Tuttavia, i suoi prodotti sono ancora molto ricercati nel mercato del collezionismo e del vintage, e si trovano frequentemente in vendita su piattaforme come Subito.it ed eBay.
Differenza con Telcel (Messico) e Telcer (farmaceutica/materiali): È importante notare che Telcer Telefonia non va confusa con "Telcel", un operatore di telefonia mobile messicano, né con aziende che utilizzano nomi simili come "Telcer" in ambito farmaceutico (per medicinali come Telmisartan) o "Zhejiang Telcera New Materials Co Ltd" (che si occupa di nuovi materiali in Cina). Telcer Telefonia era un produttore italiano di apparecchi telefonici fissi.
In sintesi, Telcer Telefonia è stata un'azienda storica italiana che ha lasciato un'impronta nel design e nella produzione di telefoni, ma che oggi non è più attiva, rendendo i suoi prodotti oggetti di interesse per i collezionisti.
Qui sotto una foto di un depliant dell'epoca
Telcer in scatola. Ne esistono di tanti colori e finiture. Ci sono scatole molto decorate in stile classico o anche in pelle. Pure gli interni sono diversi nel colore, ne ho visto di verdi, rossi come questo ma anche uno con interni rivestiti in pelle persino la cornetta.
Stesso nome dell'Ericofon. Linea moderna per la Sip
Negli anni ’90 e primi 2000, raccogliere i punti delle merendine Kinder era quasi un rituale. Bastava mangiare un Kinder Pinguì, ritagliare il punto stampato sulla confezione e conservarlo con cura, spesso dentro a una busta o incollato su un cartoncino. Dopo settimane – o mesi – di paziente raccolta, finalmente si poteva scegliere un premio dal mitico catalogo Kinder. Uno dei più ambiti? Il telefono Kinder Pinguì.
Questo telefono fisso era molto più di un semplice oggetto: per tanti bambini era il primo “vero” telefono nella propria cameretta. Aveva un design simpatico, ispirato all’estetica del brand Kinder: colori marrone e bianco, forme morbide, a volte addirittura la sagoma del Pinguì stesso. Non aveva funzioni particolarmente avanzate, ma funzionava perfettamente: si collegava alla presa telefonica e potevi usarlo per chiamare davvero. Rispondevi con un sorriso, sapendo che quel telefono era arrivato grazie a tutte quelle merendine mangiate (magari di nascosto!).
Era un oggetto di moda tra compagni di scuola: chi lo aveva era in qualche modo “fortunato” o semplicemente super organizzato con la raccolta punti. Il telefono Kinder Pinguì è diventato negli anni un piccolo simbolo di nostalgia, di un’epoca in cui bastava un’etichetta ritagliata e un po’ di attesa per ricevere un regalo a casa.
Oggi quel telefono è diventato un oggetto da collezione. Si trova ogni tanto online, venduto o scambiato tra appassionati del vintage anni 2000. Per molti, però, rimane soprattutto un ricordo affettuoso dell’infanzia: di merendine condivise, cataloghi sfogliati mille volte e di quel senso di conquista quando finalmente il premio arrivava nella cassetta della posta.
In foto anche una serie di schede telefoniche dedicata a Kinder Pinguì
Volentieri! Ecco una versione più fluida e narrativa del telefono della raccolta punti Kodak:
Negli anni ’90, quando ancora si usavano i rullini fotografici e si portavano le pellicole a sviluppare, Kodak era un nome che tutti conoscevano. E oltre a stampare le foto delle vacanze o dei compleanni, c’era un’altra cosa che molti facevano con quei rullini: raccoglievano i punti.
La raccolta punti Kodak era semplice ma irresistibile. Ogni rullino, ogni confezione di carta fotografica o servizio di sviluppo ti dava dei bollini. Bastava ritagliarli e incollarli su una scheda: più ne avevi, più premi potevi richiedere dal catalogo Kodak. Tra questi, uno dei più ricordati è senza dubbio il telefono fisso Kodak.
Quel telefono aveva un look tutto suo: per rispondere alla telefonata bisognava tirare la base e si allungava.
Ricevere quel telefono a casa era una piccola soddisfazione. Non lo avevi comprato, lo avevi conquistato. Ogni telefonata fatta con lui aveva un retrogusto di conquista, perché dietro c’erano decine di rullini usati, foto sviluppate, momenti immortalati.
Oggi, il telefono Kodak è diventato un oggetto da collezione, ricercato da chi ama i ricordi degli anni ‘90 o da chi, semplicemente, sorride ripensando a quando per avere un premio bisognava ritagliare, incollare e aspettare il postino.
Era un altro tempo. Più lento, forse. Ma anche più pieno di attese belle.
Telefono che replica l'insegna pubblicitaria della Coca-Cola
La suoneria del telefono è impostabile su una semplice o il famoso jingle "Alway Coca-Cola"
Possibilità di appenderlo o poggiarlo su un ripiano
Luce retrostante al neon che illumina la scritta. E' possibile impostare l'accensione manualmente oppure si può far accendere quando squilla il telefono lampeggiando.
Sitel – Storia e identità dell’azienda
Sitel S.p.A. è stata un’azienda italiana specializzata nella produzione di apparecchi telefonici, operativa in particolare tra gli anni ’60 e ’90. Non va confusa con l’attuale multinazionale americana Sitel Group (che si occupa di servizi call center e customer service).
Prodotti principali: telefoni fissi, in particolare modelli analogici per reti tradizionali (PSTN).
Target: famiglie, uffici, enti pubblici, ma anche collezionisti e amanti dell’arredamento.
Stile distintivo: design elegante e retrò, spesso in legno, ottone o materiali simil-pregiati. Questo li differenzia dai telefoni standard in plastica dell’epoca.
Omologazione: molti modelli erano omologati dalle Poste Italiane, quindi completamente funzionanti e legali per l’uso sulle linee telefoniche italiane.
Sitel puntava molto sul valore estetico e artigianale:
Telefoni costruiti come oggetti da arredo, spesso confezionati in cofanetti in legno (come il tuo).
Alcuni modelli imitavano i telefoni a disco, ma montavano tastiere elettroniche sotto forma di “disco finto”.
Cornette e scocche in legno massello con finiture in ottone, stile “belle époque” o “vintage elegante”.
Apprezzati anche come regali aziendali, bomboniere di lusso o oggetti da collezione.
L’azienda aveva sede in Italia, probabilmente nel Nord (Lombardia o Veneto), anche se i dettagli esatti sono scarsi.
Con l’arrivo della telefonia digitale e dei telefoni cordless negli anni ’90, Sitel ha perso il mercato.
È uscita dalla scena commerciale e non risulta più attiva oggi.