Iconici di Design
Telefoni che hanno fatto epoca: forme audaci, materiali unici e stile senza tempo.
Oggetti da usare, ammirare e ricordare.
Telefoni che hanno fatto epoca: forme audaci, materiali unici e stile senza tempo.
Oggetti da usare, ammirare e ricordare.
Il Telefono Tyco Super Blocks "Lego" è un telefono fisso da casa, prodotto da Tyco Industries negli anni '80 (intorno al 1988-1990), che si distingueva per il suo design ispirato ai mattoncini da costruzione, in particolare a quelli di LEGO. Sebbene non fosse un prodotto ufficiale LEGO, imitava chiaramente l'estetica dei famosi blocchi.
Ecco alcune delle sue caratteristiche principali:
Design a blocchi: Il telefono era interamente costruito con pezzi di plastica colorati, simili ai mattoncini LEGO. Spesso presentava una combinazione di colori vivaci come verde, nero, rosso, giallo e blu, rendendolo un oggetto giocoso e decorativo.
Compatibilità con i blocchi: Una delle peculiarità più interessanti era la compatibilità del telefono stesso con i mattoncini da costruzione. Molti modelli avevano un piccolo cassetto estraibile integrato, in cui era possibile riporre mattoncini aggiuntivi. Questo permetteva agli utenti di personalizzare il telefono, costruire piccole strutture su di esso o semplicemente "giocare" con i blocchi mentre erano al telefono.
Funzionalità di telefono fisso: Nonostante l'aspetto giocattolo, era un telefono fisso perfettamente funzionante, da collegare alla linea telefonica di casa. Poteva avere un selettore per l'intensità della suoneria (alta, bassa o spenta).
Contesto storico: Negli anni '80, Tyco Toys produceva i "Super Blocks", una linea di mattoncini da costruzione che erano in gran parte compatibili con i LEGO. Questo portò a dispute legali con il Gruppo LEGO, ma alla fine a Tyco fu permesso di continuare a produrre i suoi blocchi, a patto di non pubblicizzare che fossero identici a quelli LEGO. Il telefono rientrava in questa strategia di Tyco di offrire prodotti che evocassero l'esperienza LEGO.
In sintesi, il telefono Tyco Super Blocks Lego era un pezzo unico di tecnologia e design degli anni '80, che fondeva la praticità di un telefono fisso con il divertimento e la creatività dei mattoncini da costruzione, rendendolo un vero e proprio "giocattolo funzionale".
Il telefono Rialto, progettato da Giorgetto Giugiaro per Italtel negli anni '70, è un'icona del design italiano. Il suo nome evoca il Ponte di Rialto a Venezia, richiamando un'immagine di eleganza e comodità. Il telefono si distingue per la sua forma trapezoidale, con la base e la cornetta che hanno la stessa forma, e per la sua leggerezza. Il design, con la sua base inclinata, permetteva di appoggiare il telefono alla spalla, rendendolo pratico e funzionale oltre che bello.
Storia e Design:
Concezione:
Il telefono Rialto è nato dalla collaborazione tra Giorgetto Giugiaro, noto per il suo lavoro nel design automobilistico, e Italtel, un'azienda italiana specializzata in telecomunicazioni.
Ispirazione:
Il design, caratterizzato da linee pulite e forme geometriche, trae ispirazione dalla forma del Ponte di Rialto a Venezia, unendo eleganza e praticità.
Caratteristiche:
La forma trapezoidale della base e della cornetta, con un design leggermente inclinato, permetteva una comoda impugnatura e un utilizzo agevole, anche appoggiando il telefono alla spalla.
Materiali e colori:
Il telefono Rialto è stato realizzato in diversi colori, tra cui rosso e verde, arancione e spesso utilizzati anche per altri oggetti di design dell'epoca, come quelli di Brionvega e Kartell.
Diffusione:
Il telefono Rialto non era solo un oggetto di design, ma anche un telefono funzionale, utilizzato sia in ambito domestico che negli uffici.
Il telefono Rialto rappresenta un esempio di come il design industriale italiano degli anni '70 abbia saputo coniugare estetica e funzionalità, creando oggetti iconici che ancora oggi suscitano interesse e ammirazione.
Il telefono Cobra, conosciuto ufficialmente con il nome di Ericofon, è uno degli oggetti più iconici del design del Novecento. Prodotto dalla svedese Ericsson e lanciato sul mercato nel 1956, rappresenta una rivoluzione estetica e funzionale nel mondo della telefonia domestica. La sua forma inconfondibile, che richiama il collo sollevato di un serpente pronto ad attaccare, ha contribuito a dargli il soprannome con cui è ancora oggi universalmente riconosciuto: Cobra.
A differenza dei telefoni tradizionali, composti da base e cornetta separati, l’Ericofon fu il primo telefono al mondo progettato in un unico blocco. Questo approccio monoscocca, allora assolutamente innovativo, univa estetica e praticità: il ricevitore, il microfono e il disco combinatore (posizionato sotto la base, nascosto alla vista) erano integrati in una sola scocca leggera e maneggevole. Il telefono poteva essere impugnato con una sola mano e offriva un’esperienza d’uso fluida, in linea con la filosofia del design scandinavo degli anni ’50: funzionalità, semplicità e bellezza formale.
Il Cobra venne inizialmente prodotto in color avorio, ma negli anni successivi fu disponibile in una gamma di tonalità vivaci e raffinate, come rosso rubino, rosa pastello, verde menta, grigio fumo e blu petrolio. Questa varietà cromatica ne fece un oggetto non solo utile, ma anche decorativo: un pezzo di design capace di inserirsi armoniosamente negli interni moderni e nelle case più eleganti.
Il successo dell’Ericofon fu internazionale. Usato in case, uffici e persino ospedali, divenne un simbolo di modernità, comparendo in numerosi film, pubblicità e riviste d’arredo. Ancora oggi è esposto in importanti musei del design, come il MoMA di New York, che ne celebra l’ingegnosità e l’eleganza.
Negli anni ’70 furono introdotte versioni con tastierino a toni, che aggiornavano le funzionalità mantenendo invariata la silhouette originale. Oggi il telefono Cobra è un oggetto da collezione, molto ricercato dagli amanti del modernariato e del design industriale. I modelli originali, soprattutto nelle colorazioni più rare, possono raggiungere valori importanti sul mercato del vintage.
Il telefono Cobra non è solo uno strumento di comunicazione del passato: è una vera e propria scultura funzionale, un esempio perfetto di come la tecnologia possa fondersi con l’arte. Il suo fascino non è mai svanito — anzi, continua a ispirare designer e appassionati di tutto il mondo.
Il telefono Grillo è un'icona del design italiano, un vero e proprio pezzo di storia della telefonia che ha rivoluzionato il concetto di apparecchio domestico.
Progettato nel 1965 dai celebri designer Marco Zanuso e Richard Sapper e prodotto da Siemens (per Sit Siemens/Italtel), il telefono Grillo fu lanciato sul mercato nel 1967. Rappresenta un'innovazione straordinaria per il suo tempo, tanto da vincere il prestigioso Premio Compasso d'Oro nello stesso anno e, nel 1993, essere esposto al MoMA di New York come simbolo del design moderno.
Ciò che ha reso il Grillo così innovativo sono diverse caratteristiche:
Design a conchiglia (clamshell): Questa è la sua peculiarità più distintiva. Il telefono si presentava come un unico corpo compatto che si apriva "a conchiglia". Questa azione di apertura attivava la linea, rendendo visibile il disco combinatore, mentre la chiusura interrompeva la chiamata. Questo concetto ha anticipato di decenni i telefoni cellulari pieghevoli degli anni '90, come il Motorola StarTAC.
Compattezza e portabilità: Le sue dimensioni ridotte (circa 16 cm di lunghezza, 8 cm di larghezza e 7 cm di altezza da chiuso) lo rendevano facilmente trasportabile da una stanza all'altra, un'idea rivoluzionaria per un telefono fisso dell'epoca, che era solitamente ingombrante. Il suo slogan era "Il telefono in palma di mano".
Materiali e colori: Fu uno dei primi telefoni ad essere realizzato interamente in plastica ABS, disponibile in vari colori, trasformandolo da mero strumento funzionale a un vero e proprio complemento d'arredo.
Suoneria integrata nella spina: La suoneria, dal caratteristico ronzio a cui deve il suo nome (Grillo, appunto), era collocata all'interno della presa sagomata in plastica posta alla fine del cavo telefonico. Anche la presa era dello stesso colore del ricevitore, un dettaglio stilistico curato.
Unità monoblocco: Tutte le funzioni erano racchiuse in un'unica unità, un concetto innovativo rispetto ai telefoni tradizionali che spesso avevano componenti separate. Il microfono, l'altoparlante e il disco combinatore erano integrati nel corpo principale.
Il telefono Grillo non è stato solo un successo commerciale, ma ha lasciato un'impronta significativa nella storia del design industriale. Ha dimostrato come la tecnologia e la funzionalità potessero essere integrate in un oggetto di uso quotidiano con un'estetica ricercata e all'avanguardia. È un esempio lampante della creatività e dello spirito innovativo italiano del XX secolo, fungendo da ponte tra il design d'arte e la vita quotidiana.
Ancora oggi, possedere un telefono Grillo è considerato un privilegio per gli amanti del design e della storia della tecnologia.
Link esterno a una delle tante pubblicità dell'epoca
Il telefono Telcer Bobo è un altro pezzo iconico del design italiano nel campo della telefonia, un oggetto che incarna perfettamente lo spirito innovativo e l'estetica vibrante degli anni '70.
Il Telcer Bobo fu progettato da Sergio Todeschini nel 1969 e prodotto dalla Telcer Telefonia di Milano. Sebbene il design risalga alla fine degli anni '60, la sua commercializzazione e il suo successo si affermarono pienamente negli anni '70. Questo telefono è un notevole esempio di design Space Age e modernariato italiano, tanto da essere incluso nella collezione permanente del MoMA di New York, a testimonianza del suo valore artistico e innovativo.
Ciò che rende il Telcer Bobo immediatamente riconoscibile e amato sono le sue caratteristiche uniche:
Forma e Proporzioni: Il Bobo si distingue per le sue linee morbide e arrotondate, ma allo stesso tempo audaci e futuristiche. Spesso è descritto come un "telefono a forma di campana" o "a forma di fungo" per le sue proporzioni insolite e la base circolare che si allarga verso l'alto.
Campane Esterne Visibili: Una delle sue peculiarità più affascinanti e distintive sono le due grandi campane di metallo cromato poste sulla parte superiore dell'apparecchio. Queste non sono solo un elemento estetico, ma sono le vere e proprie campane che producono la suoneria, conferendo al telefono un suono distintivo e talvolta nostalgico, simile a quello di una sveglia. Questa soluzione integrata ma visibile era insolita per l'epoca.
Colori Bicolore: Il Bobo era spesso prodotto in vivaci combinazioni bicolore (ad esempio, arancione e rosso, crema e grigio, giallo e verde, o nero), tipiche dell'estetica pop e futuristica degli anni '70. Questi colori lo rendevano un oggetto di design che si integrava perfettamente negli ambienti moderni dell'epoca.
Disco Combinatore Integrato: Nonostante il suo aspetto innovativo, manteneva il classico disco combinatore (rotary dial) per la selezione dei numeri, in linea con la tecnologia telefonica del tempo. Il disco era spesso in un colore contrastante rispetto al corpo del telefono.
Materiali: Realizzato principalmente in plastica ABS, robusta e versatile, con elementi in metallo (le campane) e gomma (per la base, per evitare scivolamenti).
Icona Pop: Il telefono Bobo divenne un'icona di stile e apparve persino in un contesto musicale: si dice che sia stato immortalato sulla copertina di un album degli ABBA, in particolare "Ring Ring", contribuendo alla sua popolarità internazionale e guadagnandosi l'appellativo informale di "ABBA Phone" per alcuni collezionisti.
Il Telcer Bobo, come il Grillo, ha rappresentato un'evoluzione nel concetto di telefono fisso, trasformandolo da un semplice strumento di comunicazione a un oggetto di design che rifletteva le tendenze culturali del suo tempo. La sua presenza al MoMA sottolinea il suo status di opera di design industriale significativo.
Il telefono Jewel Box è un altro gioiello del design italiano nel campo della telefonia domestica, meno conosciuto forse del Grillo o del Bobo, ma ugualmente significativo per la sua estetica e le soluzioni innovative che proponeva.
Il telefono Jewel Box è stato prodotto da F.A.C.E. Standard (una delle aziende leader nel settore telefonico in Italia, spesso in concorrenza o collaborazione con SIP, la compagnia telefonica nazionale dell'epoca). Sebbene non vi sia un singolo designer universalmente riconosciuto come per il Grillo o il Bobo, il suo sviluppo rientra nel contesto di un'intensa ricerca estetica e funzionale che caratterizzava l'industria italiana degli anni '60. Le fonti lo collocano generalmente come progettato e commercializzato a partire dal 1962.
Il nome "Jewel Box" (scrigno dei gioielli) è estremamente evocativo e riflette perfettamente il suo design:
Forma Compatta e "A Scatola": La sua caratteristica più evidente è la forma a parallelepipedo stretto e lungo, che gli conferisce un aspetto elegante e discreto, quasi come un astuccio o un cofanetto. Questa linea pulita si inserisce nel filone del Razionalismo Italiano applicato al design industriale.
Microtelefono a Scomparsa: L'innovazione principale del Jewel Box risiede nel modo in cui il microtelefono (la cornetta) si integra nel corpo del telefono. Quando non in uso, il microtelefono viene posizionato sopra il corpo centrale, coprendo completamente il disco combinatore. Questo rende il telefono estremamente compatto e ordinato, un concetto di "clean design" molto avanzato per l'epoca. Solo alzando la cornetta si rivelava il disco per la composizione del numero.
Disco Combinatore Nascosto: Il disco combinatore è ingegnosamente posizionato nel vano di appoggio del microfono, rendendolo invisibile quando il telefono è a riposo. Questa soluzione contribuiva all'aspetto minimale e pulito dell'apparecchio.
Materiali e Finiture: Come molti telefoni dell'epoca, era realizzato principalmente in plastica, disponibile in diverse colorazioni sobrie ed eleganti, spesso con finiture lucide che ne esaltavano le linee.
Design per l'Arredo: Il Jewel Box era chiaramente concepito non solo come strumento funzionale, ma come un oggetto di arredo che si integrasse armoniosamente negli interni domestici moderni, riflettendo un'attenzione al dettaglio e all'estetica tipicamente italiana.
Il telefono Jewel Box rappresenta un'importante tappa nell'evoluzione del design telefonico, dimostrando come fosse possibile integrare la funzionalità in una forma compatta e esteticamente gradevole. Sebbene non abbia raggiunto la fama globale del Grillo, rimane un esempio significativo della capacità dell'industria italiana di creare oggetti di uso quotidiano con un'elevata cura estetica e soluzioni ingegnose.
Il telefono Telcer Aladino è un pezzo iconico del design italiano degli anni '70. Non deve essere confuso con la serie di cordless "Aladino" distribuiti successivamente da Telecom Italia. Il Telcer Aladino è un telefono fisso vintage con un design molto distintivo.
Design e Aspetto:
Forma Unica: La sua caratteristica più evidente è la forma. Ricorda vagamente una lampada di Aladino (da cui il nome), con linee curve e sinuose. Questo gli conferisce un aspetto molto particolare e riconoscibile, lontano dalle forme più squadrate o standard dei telefoni dell'epoca.
Materiali e Colori: Solitamente è realizzato in plastica. Era disponibile in diverse combinazioni bicolori, spesso con tonalità pastello o delicate, come rosa pallido e verdino, o altre combinazioni che riflettevano lo stile dell'epoca. Il leggero ingiallimento delle plastiche è comune nei modelli vintage, dovuto al tempo.
Disco Combinatore: Essendo un telefono degli anni '70, è dotato di un tradizionale disco combinatore per la selezione dei numeri. Questo elemento, con i suoi fori per le dita e il movimento rotatorio, è un simbolo della telefonia di quel periodo. Successivamente il disco combinatore è stato sostituito dai dasti posti a cerchio (vedi foto).
Caratteristiche e Funzionalità:
Telefono Fisso: È un telefono fisso, collegato alla linea telefonica tramite un cavo. Non ha funzionalità wireless o avanzate tipiche dei telefoni moderni.
Essenzialità: Le sue funzionalità sono quelle basilari di un telefono dell'epoca: fare e ricevere chiamate. Non include segreterie telefoniche integrate o display.
Qualità Costruttiva: Telcer era un'azienda italiana rinomata per la produzione di telefoni, e i suoi prodotti erano generalmente ben costruiti per l'epoca.
Made in Italy: Il fatto che fosse "Made in Italy" era un punto di orgoglio e spesso sinonimo di buon design e qualità.
Il telefono Western Electric "Donut" è un modello iconico della storica azienda telefonica americana. Il nome "Donut" (ciambella) deriva dalla sua forma distintiva, con un foro centrale.
Caratteristiche del telefono Western Electric "Donut":
Design Unico: Il "Donut Phone" (chiamato anche "Sculptura" o "Princess II" in alcune varianti) è famoso per la sua forma insolita e moderna per l'epoca. Invece di essere un blocco solido, ha un buco al centro, simile a una ciambella, da cui il soprannome. Questo design lo rendeva esteticamente accattivante e, per alcuni, più comodo da maneggiare.
Materiali: Era tipicamente realizzato in plastica, spesso disponibile in una varietà di colori vivaci (come giallo, marrone, crema, rosso), rompendo con la tradizionale monocromia dei telefoni dell'epoca.
Composizione: Il telefono integrava la cornetta e la base in un'unica scocca compatta.
Quadrante: Era disponibile sia con quadrante rotante (rotary dial) che, in versioni successive, con tastiera a pulsanti (push-button).
Periodo di Produzione: Questi telefoni furono prodotti da Western Electric principalmente negli anni '60 e '70, riflettendo lo stile mid-century modern.
Presenza e Importazione in Italia:
Western Electric era il braccio manifatturiero di Bell System negli Stati Uniti e produceva la stragrande maggioranza dei telefoni usati in Nord America. In Italia, la situazione era diversa:
Mercato Regolamentato: Il mercato telefonico italiano era storicamente dominato da aziende nazionali o con forte presenza italiana, come SIP (Società Italiana per l'Esercizio Telefonico) che gestiva la rete e spesso utilizzava telefoni prodotti da aziende come Italtel, Siemens, Ericsson (spesso su licenza o con joint venture).
Importazione Limitata/Collezionismo: I telefoni Western Electric come il "Donut" non erano prodotti e distribuiti in massa in Italia come telefoni standard della rete pubblica. Sebbene la Western Electric avesse avuto una partecipazione in aziende come la SIRTI (Società Italiana Reti Telefoniche Interurbane) per l'infrastruttura, questo non significava la diffusione dei loro telefoni di consumo.
Oggetto di Stile e Collezionismo: La presenza del "Donut Phone" in Italia è quasi esclusivamente dovuta all'importazione privata o al mercato del collezionismo di oggetti vintage. Data la loro estetica unica e il loro status iconico, molti appassionati di design e collezionisti hanno importato questi telefoni dagli Stati Uniti o da altri mercati dove erano più comuni.
Funzionalità in Italia: Un telefono Western Electric "Donut" originale progettato per la rete nordamericana potrebbe richiedere delle modifiche per funzionare correttamente sulla rete telefonica italiana (che ha standard tecnici e connettori diversi, come la presa tripolare o RJ11). Spesso, i modelli importati sono più apprezzati per il loro valore estetico e collezionistico che per la loro funzionalità pratica sulla linea telefonica moderna.
In sintesi, il Western Electric "Donut" è un telefono con un design distintivo degli anni '60/'70. Sebbene Western Electric abbia avuto un ruolo indiretto nell'infrastruttura telefonica italiana, il "Donut Phone" non era un modello standard distribuito nel paese. La sua presenza in Italia è legata al mercato del vintage e del collezionismo, apprezzato per la sua estetica iconica.
Il "Deltaphone" di Martyn Rowland non si riferisce a un mago di nome Martyn Rowland, ma piuttosto a un telefono fisso progettato da Martin Rowland per Standard Telephones and Cables Ltd (STC).
Il Deltaphone è il nome iniziale di un telefono che in seguito divenne molto più famoso con il nome di Trimphone. Progettato da Martin Rowland per l'azienda britannica STC, fu un tentativo di modernizzare il design dei telefoni negli anni '60, in un'epoca dominata da apparecchi più grandi e robusti.
Caratteristiche e Design:
Design Innovativo: Il Deltaphone/Trimphone si distingueva per le sue dimensioni più piccole e il peso leggero rispetto ai telefoni dell'epoca. Il suo design è stato sviluppato con l'aiuto del Council for Industrial Design (COID), che aveva già contribuito allo sviluppo di altri modelli.
Quadrante Illuminato: Le prime versioni del Deltaphone presentavano un quadrante illuminato. Questa illuminazione era ottenuta grazie a un gas radioattivo. Sebbene il livello di radioattività non fosse pericoloso, suscitò preoccupazioni per la salute e la sicurezza, portando alla produzione di modelli successivi con quadranti normali.
Posizione Verticale del Microtelefono: Una delle caratteristiche più insolite e distintive era la posizione verticale del microtelefono sopra il quadrante, una soluzione di design che ricordava alcuni telefoni francesi dei primi del '900.
Tecnologia Avanzata: Al posto dei tradizionali campanelli meccanici, il Deltaphone fu uno dei primi telefoni di produzione a utilizzare un generatore di toni elettronico (spesso chiamato "warbler") per la suoneria. Inoltre, faceva uso di circuiti stampati per i suoi componenti elettronici, un'innovazione per l'epoca.
Suono Trasferito via Tubo: Il suono dal microfono (bocchino) al ricevitore era direzionato attraverso un tubo di plastica, un'altra caratteristica distintiva del design.
Evoluzione del Nome: Inizialmente conosciuto come Deltaphone, dopo diverse prove sul campo e modifiche al design, fu commercializzato al pubblico nel 1968 come Trimphone. Nel 1970, con ulteriori modifiche, la sua designazione cambiò da tipo 712 a tipo 722.
Impatto e Riconoscimento:
Nonostante il suo design non fosse universalmente apprezzato all'inizio (negli anni '80 era considerato un po' "antiquato"), il Deltaphone/Trimphone è oggi riconosciuto come un classico del design telefonico britannico, un esempio significativo di come il design industriale abbia cercato di conciliare estetica e funzionalità in un oggetto di uso quotidiano.
In sintesi, il Deltaphone di Martin Rowland rappresenta un pezzo importante della storia del design telefonico, noto per le sue innovazioni e il suo stile distintivo.
Il telefono Gondola è uno degli oggetti simbolo della telefonia domestica italiana degli anni ’70 e ’80. Prodotto principalmente da Face Standard per la rete SIP, il suo design compatto e sinuoso lo rende ancora oggi un’icona del modernariato. È quel tipo di telefono che molti ricordano nelle case dei nonni, appoggiato su una mensola o su un mobiletto in corridoio, pronto a squillare con il suo classico trillo metallico.
La forma è quella di una piccola “gondola” allungata: la cornetta poggia perfettamente sulla base e, grazie alle sue linee curve e leggere, dà l’impressione di essere un unico oggetto continuo. Le colorazioni erano tipiche dell’epoca: beige, rosso, verde bottiglia o grigio chiaro. I modelli più antichi montavano un disco combinatore rotante, mentre quelli più moderni passavano alla tastiera numerica multifrequenza.
Nel telefono Gondola a disco, a causa delle dimensioni molto compatte della scocca, c’era un problema strutturale: lo spazio per la rotazione completa del disco combinatore era estremamente limitato. Questo rappresentava una sfida soprattutto per la composizione del numero “1”, che nel sistema a impulsi rotativi (BCA) richiede il minor movimento, ma in termini meccanici si trova vicinissimo al punto di partenza del disco.
Per ovviare a questo problema, i progettisti introdussero una soluzione tanto semplice quanto ingegnosa: un disco leggermente basculante, ovvero capace di spostarsi lateralmente a fine corsa. In pratica, quando si componeva il numero 1, il disco, arrivato quasi subito al suo arresto, si inclinava leggermente verso sinistra, come se scivolasse o si spostasse per “fare spazio” alla meccanica del ritorno. Questo movimento laterale – una sorta di “colpetto” quasi impercettibile – era fondamentale per permettere al meccanismo di funzionare correttamente nonostante l’angolo di rotazione ridotto.
Questa finezza meccanica era tipica del design industriale italiano dell’epoca, in cui la funzionalità doveva sempre convivere con l’estetica e la miniaturizzazione. L’effetto era percepibile anche fisicamente: chi ha usato il Gondola ricorda quel piccolo “scatto molleggiato” del disco, soprattutto sul numero 1, diverso dagli altri numeri più ampi e fluidi nella corsa.
In sintesi, il fine corsa mobile del disco del telefono Gondola non è solo un dettaglio tecnico, ma un esempio di come i vincoli progettuali abbiano generato soluzioni brillanti e tutt’oggi affascinanti. È proprio grazie a questi accorgimenti che un telefono così piccolo e stilizzato poteva funzionare alla perfezione, mantenendo tutta la magia meccanica dei telefoni a disco.
Il Gondola poteva essere usato sia da tavolo che a parete, ed era apprezzato per la sua robustezza e la praticità del cavo a spirale, sufficientemente lungo da permettere di camminare per casa durante una conversazione.
Oggi è molto ricercato da chi ama il vintage o desidera un oggetto d’arredo retrò che sia anche funzionale. Se tenuto bene, funziona ancora perfettamente con le linee fisse analogiche (e in alcuni casi, anche con adattatori per linee VoIP o fibra).
In breve, il telefono Gondola è molto più di un semplice apparecchio: è un piccolo pezzo di storia domestica italiana, con quel fascino discreto fatto di plastica lucida, meccanismi ben visibili, e quel magico “tic-tic” finale del disco che si assesta.
Qui sotto foto da depliant dell'epoca
Il telefono Swatch Twin Phone (o “Twinphone”) nasce nel 1989 seguendo l’estetica fresca e colorata degli orologi Swatch, portando il design “Memphis style” anche ai telefoni di casa .
Con linee squadrate, plastica spesso traslucida e cromie vivaci – turchese, rosa gelatina, viola, rosso o nero – il Twin Phone colpisce subito per la sua personalità. La base e la cornetta condividono lo stesso design grafico, spesso impreziosito da decorazioni geometriche distintive ().
La vera chicca? Il Twin Phone non ha una sola cornetta: la base stessa può essere usata come secondo ricevitore, grazie a un interruttore che attiva la doppia comunicazione. Così due persone possono parlare contemporaneamente toccando semplicemente due handset . Insomma, una piccola rivoluzione ludica e funzionale!
È un telefono analogico a filo, compatibile con le moderne linee fisse. Alcuni modelli hanno suoneria luminosa quando c’è una chiamata, un plus estetico e pratico . La pratica del doppio ricevitore si rivela utilissima nei contesti familiari o ludici.
Negli anni ’80 e ’90 è stato un grande successo, grazie alla sinergia con i trend Swatch. Oggi lo si trova facilmente su piattaforme vintage come eBay, Wallapop o negozi di design retrò. I prezzi variano dai 30 ai 60 € per modelli comuni, fino a 100–300 € per edizioni rarissime e complete di scatola originale .
“La base poteva anche essere usata come cornetta. Veramente sembrava vivere nel futuro”
“Ho amato quel telefono quando ero adolescente”
In sintesi, il Swatch Twin Phone non è solo un telefono: è un oggetto di design, ironico e innovativo, capace di trasmettere quell’energia pop che ha reso famosi gli orologi del marchio. Oggi è un affascinante pezzo da collezione, ideale per chi cerca originalità, colore e un pizzico di nostalgia in casa. Se vuoi, posso aiutarti a trovare quello giusto o a capire come integrarlo nell’arredamento vintage.